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I malnutrì. Storia del cibo e della povertà in Piemonte con 180 ricette dimenticate della cucina popolare

I malnutrì. Storia del cibo e della povertà in Piemonte con 180 ricette dimenticate della cucina popolare

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Dettagli prodotto :

  • ISBN: 9788878891616
  • EDITORE: Daniela Piazza Editore
  • AUTORE: Enza Cavallero
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2006

Prefazione di Carlo Petrini.
Pagine 286 - copertina flessibile con risvolti.
Libro in più che buone condizioni.

Prefazione:
Competenza, ricerca, documentazione e tanta passione sono alla base dei lavori editoriali di Enza Cavallero. Quest’ultima opera, i Malnutrì è anche un grande atto di amore per la terra piemontese e per quelle classi subalterne che nei secoli passati hanno plasmato caratteri e identità di questo popolo subalpino. Visti attraverso la lente della cultura alimentare i piemontesi dimostrano grande dignità e notevole fantasia nell’elaborare una cucina povera ma gustosa. I saperi agronomici dell’autrice si inseriscono perfettamente nel quadro storico e sociologico del territorio rendendo il testo di piacevole lettura e indispensabile per gli appassionati della cultura materiale poiché gli spunti di vita quotidiana sono innumerevoli e ben documentati. La descrizione storiografica del XIX secolo, ricco di contraddizioni ma anche di slanci umanitari di straordinaria intensità, è un affresco che ogni piemontese dovrebbe conoscere. In questo contesto non poteva mancare una giusta componente gastronomica attraverso uno stile ricettistico originale ricco di elementi etimologici, storici, agronomici, enologici, con una verve di simpatia che denota il carattere positivo e sanguigno di Enza Cavallero.
Finalmente un ricettario di piacevole lettura senza quello stile asettico frutto di bilancini, cronometri e termometri che ha ormai invaso le librerie e le cucine del mondo. Come già detto la natura stessa dei piatti è figlia di sapienti e forzate economie utili a farci capire come, a dispetto dei tanti saloni di gastronomia spicciola, l’unica vera memoria storica della nostra cultura alimentare è la fame. Questa verità di fondo dovrebbero conoscere le nuove generazioni. In particolare quella componente che opera nell’articolato e complesso mondo della produzione di cibi e bevande. Senza questa coscienza si rischia di commettere gravi errori nel valutare l’evoluzione del gusto e di non riconoscere l’importanza del lavoro delle generazioni che ci hanno preceduto. Il rispetto con cui l’autrice si approccia all’economia di sussistenza di un Piemonte povero è la migliore garanzia per non scivolare in un contesto folclorico del bel tempo antico o peggio ancora del come si stava meglio quando si stava peggio.
Tre secoli di cultura alimentare nella piccola patria del Piemonte, un’opera che mancava e di cui noi piemontesi dobbiamo essere grati a Enza Cavallero per averla ideata e realizzata.
Carlo Petrini

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