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I medici e la buona tavola. Ristoranti d'Italia templi e gargotte

I medici e la buona tavola. Ristoranti d'Italia templi e gargotte

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Dettagli prodotto :

  • ISBN: 8870200787
  • EDITORE: Lombardo Editore In Roma
  • AUTORE: Giorgio Walter Canonica, Emanuele Errigo, Alfredo Tursi Ed Altri
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1997

Pagine 360 - copertina rigida.
Libro in ottime condizioni.

Una guida informale al mangiar bene scritta da medici buongustai: attenti quindi ai sapori, ma anche alla genuinità dei cibi ed alla loro freschezza, alla qualità dei condimenti e dei vini, a tutte le buone regole del cucinar sano.

Dall’introduzione:
Perché I medici e la buona tavola? Diciamo subito che l’idea è nata alcuni anni or sono, quando un piccolo gruppo di noi, uniti non soltanto dal comune denominatore di essere tutti medici ma anche dal comune hobby della buona cucina e del mangiar bene, ha progettato di redigere una pubblicazione collettiva che prendesse in esame templi e gargotte della ristorazione italiana da un duplice punto di vista: quello del buongustaio cultore di gastronomia e quello del medico. D’altra parte, tutti coloro che hanno contribuito alla stesura di questo volume sono spesso impegnati in congressi e convegni medici che si svolgono in numerose località, per cui, unendo l’utile al dilettevole, ne hanno approfittato per ampliare le loro cognizioni gastronomiche, convinti che la gastronomia sia, al contempo, una scienza ed un’arte, oltre che un indice di civiltà e di cultura.
Naturalmente, se da una parte nessuno di noi ha la pretesa di competere, sul piano del sapere gastronomico, con i veri professionisti del settore, dall’altra però siamo tutti convinti di saperne molto più di loro in tema di igiene alimentare e ambientale, di genuinità e freschezza dei cibi, di rispondenza dei metodi di preparazione culinaria (di cottura, di conservazione, etc.) alle esigenze della tutela della buona salute. In quale misura tale bagaglio di competenze e l’atteggiamento mentale che ne deriva, e che si presume connaturato in noi medici, possono aver influito sulla selezione dei locali e, in generale, sui contenuti del libro? Possiamo rispondere di essere certi, poiché ci conosciamo tutti benissimo, che nessuno di noi si è mai lasciato andare a valutazioni troppo fiscali, del tutto fuori luogo. Ma siamo altrettanto certi, per dirla con franchezza, che se uno di noi si è imbattuto, frequentando un dato locale, tempio o gargotta che fosse, in carenze di tipo igienico o in piatti non idonei sotto il profilo della genuinità o della freschezza delle materie prime, ovvero sotto quello della preparazione culinaria, oppure peggio se il pasto gli ha procurato qualche disturbo digestivo, è scattato automaticamente un meccanismo di esclusione del locale in questione, che pertanto, anche se rinomato, non figura nel presente volume. Ad onor del vero, questo meccanismo è scattato poche volte, a riprova del fatto che i ristoratori italiani sono mediamente, per professionalità, passione e specifica sensibilità culturale, i migliori del mondo.
Archiviate cosi le implicazioni dell’attenzione che noi medici logicamente prestiamo a tutto ciò che riguarda la salute ed il benessere, dobbiamo ora fare un po’ di autocritica per quelle che ci appaiono, nel momento in cui licenziamo il testo per la stampa, come alcune sue pecche, certamente involontarie e forse più veniali di quanto ora siamo portati a credere.
Ci riferiamo, innanzi tutto, alle difformità dovute alla diversa filosofia gastronomica dei vari collaboratori, alcuni dei quali sono accaniti sostenitori della cucina tradizionale italiana, soprattutto regionale, povera e genuina, che rispetta le tradizioni del territorio, mentre altri apprezzano di più la cucina creativa; infine, alcuni di noi, più esperti in enologia, considerano maggiormente le selezioni dei vini a disposizione dei vari locali e gli accoppiamenti proposti per i vari piatti. È per questo motivo che, distinguendoci dalle guide gastronomiche ufficiali o convenzionali, abbiamo sempre indicato la paternità (e la responsabilità) di ogni singola recensione con l’apposizione della sigla del recensore.

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