Il libro dei destini - Bernardino De Sahagun - Sellerio
Il libro dei destini - Bernardino De Sahagun - Sellerio
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Dettagli prodotto :
- EDITORE: Sellerio Editore
- AUTORE: Bernardino De Sahagun
- ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1989
- COLLANA: La diagonale
A cura di Pietro Pizzari.
Pagine 156 - con 16 tavole a colori fuori testo.
Copertina morbida con risvolti.
Libro in più che buone condizioni.
Tra le note di Ludwig Wittgenstein al Ramo d’oro di Frazer si legge: «Frazer è molto più selvaggio della maggioranza dei suoi selvaggi, perché questi non potranno essere più distanti dalla comprensione di un fatto spirituale quanto lo è un inglese del ventesimo secolo. Le sue spiegazioni delle usanze primitive sono molto più rozze del senso di quelle usanze stesse».
Wittgenstein scorgeva la colpa e l’errore nello sguardo dell’occidente verso le culture da esso assoggettate: il crederle frutto di errore di impotenza e di incapacità, con ciò «spiegandole» e assoggettandone di nuovo il mistero universale. Per quanto possa sembrare strano, quell’errore colpevole non vince Bernardino de Sahagún – e sembra strano perché Sahagún era un frate spagnolo venuto in Messico nove anni dopo la conquista di Cortés, mentre la spada e il fuoco si occupavano di cancellare l’errore dei primitivi, e lui stesso non dubitava né che di errore si trattasse né dei modi di combatterlo: e tanto più inquietante la voce che egli rende per una volta alle genti cui più radicalmente s’è negato il diritto alla memoria. Solo che, per meglio capire, vinse con l’amicizia la diffidenza dei nativi, ne imparò la lingua e la scrittura, insegnò loro lo spagnolo, e con loro si dedicò a descrivere e tradurre la cultura degli aztechi prima della conquista. Questo è la «Historia general de las cosas de Nueva España»: il racconto più vasto delle culture precolombiane, e anche, forse - per il metodo « sul campo » e per un certo atteggiamento verso la diversa civiltà -, il primo testo scientifico di etnologia. Il Libro dei destini ne è la quarta parte; il calendario magico e rituale:
«Tutta questa gente della Nuova Spagna mostrava e mostra grande preoccupazione per sapere il giorno e l’ora della nascita di ogni persona per pronosticare la sorte, la vita e la morte di chi nasceva. Quelli che svolgevano questo compito si chiamavano tonalpouque: a loro si rivolgevano quelli a cui nasceva un figlio o una figlia per sapere la loro sorte, la vita e la morte. Questi indovini non pronosticavano in base ai segni o ai pianeti, ma con un’istruzione che, a quanto dicono, aveva lasciato loro Quetzalcoatl: questa istruzione contiene venti caratteri moltiplicati per tredici volte secondo quanto viene spiegato in questo libro».
Bernardino de Ribera nasce a Sahagún in Spagna, tra il 1499 e il 1500. Frate francescano, nel 1529 è in Messico, da poco conquistato, in missione evangelica; impara la lingua nahua, svolge attività di insegnamento tra i nativi, e avvia - dapprima a fini informativi dei superiori - la raccolta dei materiali, viaggiando per i territori che non lascerà fino alla morte nel 1590. La «Historia general de las cosas de Nueva España» fu data alle stampe solo nel 1830.
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