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Maria Luisa d'Austria, la donna che tradì Napoleone. La gloria, le passioni, il tormento

Maria Luisa d'Austria, la donna che tradì Napoleone. La gloria, le passioni, il tormento

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Dettagli prodotto :

  • ISBN: 9788804531432
  • EDITORE: Mondadori
  • AUTORE: Antonio Spinosa
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2004
  • COLLANA: Le Scie

1^ edizione.
Pagine 340 - copertina rigida con sovraccoperta.
Libro in buone condizioni.

Più di tante altre grandi protagoniste della storia Maria Luisa d’Austria, figlia dell’imperatore Francesco I, moglie di Napoleone e infine duchessa di Parma e Piacenza, è una figura enigmatica di sovrana che visse molte esperienze e di cui non è facile cogliere, dietro la formalità dei resoconti d’epoca, la vera natura.
In questa nuova biografia Antonio Spinosa, con la consueta sapienza del narratore di storia, ne rivela fortune e miserie, senza farsi tentare dall’agiografia ma senza dimenticare l’umana comprensione per una donna che fu più volte vittima della ragion di Stato.
Al di là dei ritratti ufficiali, la futura sposa di Napoleone ci viene presentata come «una creatura puerile, timida, goffa, di orizzonti assai limitati». Una creatura che comunque raramente poté scegliere. Chiesta in moglie a diciannove anni, per motivi dinastici, da quello che per il suo Paese era stato il nemico più spietato dovette piegarsi agli interessi dell’Impero asburgico; le sue nozze non furono benedette dal papa, che non aveva riconosciuto il divorzio di Napoleone da Giuseppina; il figlio, l’ «Aiglon», le fu sottratto fin dalla nascita, in ossequio al rigido protocollo di Corte; la caduta dell’imperiale marito travolse anche lei, che non ebbe il coraggio di serbar fede al proprio ruolo e abbandonò Napoleone, e il figlio di pochi anni, al loro destino.
Questa donna, cui le apparenze attribuiscono una scarsa statura morale, si riscattò nelle nuove e più circoscritte vesti di Maria Luigia, passando dal trono più prestigioso d’Europa al minuscolo ducato italiano, e dall’eccelso e terribile consorte a due più premurosi mariti (e molti amanti). A Parma la sovrana è ancora oggi ricordata con affetto e ammirazione, per aver introdotto riforme, incoraggiato opere pubbliche, trasformato la città in una piccola «Vienna italiana»; e inoltre per aver mostrato indulgenza, grazie anche ai consigli dei suoi ministri più preveggenti, nel giudicare i carbonari e le società segrete di ispirazione liberale.
Alla sua morte, nel 1847, sulla scena italiana già operavano Carlo Alberto, Mazzini e Garibaldi. L’Empire napoleonico era crollato, si apriva l’età moderna.

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