Organi in Valle d'Aosta - Paolo Bougeat - Le Chateau Edizioni
Organi in Valle d'Aosta - Paolo Bougeat - Le Chateau Edizioni
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Dettagli prodotto :
- EDITORE: Le Chateau Edizioni - Aosta
- AUTORE: Paolo Bougeat
- ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
Pagine 96 - fotografie a colori.
Copertina rigida.
Libro in più che buone condizioni.
Nota dell’autore:
Attualmente la Valle d’Aosta possiede 85 organi, molti dei quali restaurati nell’ultimo ventennio grazie al decisivo intervento dell’Amministrazione regionale. Il patrimonio organario valdostano risulta piuttosto variegato per consistenza e valore ma non particolarmente ricco per quanto riguarda il XVIII secolo. Sono pochi gli strumenti settecenteschi che abbiano mantenuto quasi intatte, le loro caratteristiche originali: quattro di scuola italiana e tre da attribuirsi ad artigiani francesi. Proprio questi necessitano, tra l’altro, di importanti restauri conservativi.
Gli organi più significativi sono il risultato di lavori effettuati in un periodo compreso tra la seconda metà dell’Ottocento e i primissimi anni del Novecento. Nel progettare la pubblicazione si è scelto di inserire quegli strumenti che meglio rappresentano le diverse impostazioni storiche di progettazione e le specifiche scuole organarie che hanno operato nella nostra regione, vi troveremo quindi:
- due fra i più antichi organi della Valle d’Aosta, risalenti alla fine del XVIII secolo: Santuario Notre-Dame-de-la-Garde di Perloz e Saint-Rhémy-en-Bosses;
- sei compresi nella seconda metà del 1800, di cui quattro improntati ad uno stile classico: La Salle; Saint-Étienne di Aosta; Torgnon e Villeneuve, uno con elementi introdotti in epoca successiva in quanto sottoposto nei primi anni del 1900 a un rifacimento imponente: Sarre e uno già proiettato verso il secolo successivo: Pont-Saint-Martin;
- due rappresentativi dello stile definito Ceciliano, Cattedrale di Aosta e Antagnod di Ayas;
- uno di recentissima costruzione, Tempio valdese di Aosta.
Per quanto concerne l’aspetto prettamente tecnico, si possono ridurre a due gli elementi su cui ci si è soffermati:
- il numero di manuali: uno per Perloz, Saint-Rhémy-en-Bosses, Torgnon, Saint-Étienne di Aosta, Tempio valdese di Aosta, Villeneuve e Sarre; due per gli organi di La Salle, Pont-Saint-Martin e Antagnod di Ayas; tre per l’organo della Cattedrale di Aosta.
- il tipo di trasmissione, meccanica per tutti, fatta eccezione per il sistema misto meccanico-tubolare della Cattedrale di Aosta o interamente pneumatico ad Antagnod di Ayas.
Le caratteristiche della pubblicazione, divulgativa e non esaustiva, e i criteri di compilazione adottati, hanno comportato l’inevitabile esclusione di molti strumenti che, pur validi ed interessanti, nulla avrebbero aggiunto al quadro di quelli descritti. Lo stesso vale per i quattro organi costruiti negli ultimi 15 anni in Valle d’Aosta: 1996, Challand-Saint-Anselme; 2000, Istituto Musicale di Aosta; 2004, Arnad; 2012, Courmayeur in quanto si tratta di strumenti non storici che meriterebbero una trattazione a parte.
Tuttavia, a titolo di eccezione, è stato proposto il recentissimo strumento (1990) del Tempio Valdese di Aosta, poiché ha la particolarità di essere tra gli strumenti definiti portativi e l’unico organo valdostano di fattura tedesca.
Le schede di ogni organo sono conformi a quelle depositate presso la Soprintendenza regionale per i Beni e Attività culturali dell’Assessorato regionale Istruzione e Cultura, con alcuni adattamenti per una migliore fruizione. Le note storiche sono basate sul precedente lavoro di Ennio e Patrizia Bassi e arricchite dagli aggiornamenti e approfondimenti operati dall’autore nel periodo 2008-2010, in occasione dell’ultimo censimento degli organi.
La descrizione storico-tecnica di ogni organo è preceduta da una breve presentazione del comune, della chiesa o del santuario che lo ospita.
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