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Storia di Torino - Francesco Cognasso - Aldo Martello Giunti Editore

Storia di Torino - Francesco Cognasso - Aldo Martello Giunti Editore

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Dettagli prodotto :

  • EDITORE: Aldo Martello Giunti Editore
  • AUTORE: Francesco Cognasso
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1974

Pagine 635 - con 84 illustrazioni di cui 16 a colori.
Copertina rigida (manca la sovraccoperta).
Libro in quasi buone condizioni con varie tracce di umidità alla copertina ed alcune al bordo esterno.

Premessa:
La storia di ogni città ha un suo segreto. Sarà da cercare nelle sue vicende politiche e guerresche, nella sua attività economica o nella cultura e nell’arte? Nelle manifestazioni più appariscenti di popolo o di ceti? Anche la storia di Torino ha un suo segreto. Questa vecchia città romana che a differenza di tante altre della stessa regione sopravvive come sede di vescovi e di marchesi, come sostegno economico di una piccola aristocrazia cittadina, all’ombra di grandi città vicine come Asti e Vercelli, improvvisamente balza nella grande storia d’Italia e d’Europa quando ancora le sue case hanno tetti di paglia e nelle vie corrono gli animali domestici. Il segreto della storia di Torino appare a chi dal cuore della città, dalla piazza del Castello, procede nelle varie direzioni indicate dai vecchi cardini e decumani. Il segreto dell’ascesa di Torino alla ribalta della storia sta nel programma che una dinastia, già installata da quattro secoli sulle Alpi dell’uno e dell’altro versante, inalbera quando nel Quattrocento un principe intelligente porta nella città padana la capitale dei suoi dominî, quando alla metà del secolo successivo Emanuele Filiberto riconsacra Torino come centro del suo Stato.
Torino fu assorbita da questo programma e la piccola città dalle tradizioni rurali crebbe e si sviluppò attraverso tre secoli, vivendo delle glorie e delle sfortune dei suoi principi, facendo suo questo anelito di espansione. Essa era la capitale di uno Stato che nonostante i monti ed i fiumi era senza confini sicuri, di uno Stato che per vivere doveva muoversi, doveva combattere per respingere sempre più lontano gli stranieri - tedeschi o francesi - accampati nella penisola all’ombra del cosiddetto equilibrio europeo.
Principi e popolani, patrizi e plebei, ricchi e poveri, tutti a Torino sono afferrati e si muovono in una direzione unica. Tutte le attività cittadine, commercio, arte, lettere, si svolgono attorno a questo governo che vuole, anche in tempo di pace, una disciplina di guerra, che tutto inquadra e magari irrigidisce per le esigenze di una politica ispirata alle necessità della sicurezza, della difesa, dell’offesa magari. «Metropoli dello Stato, seggia di Luoro Altezze» dicono della loro Torino i Signori della città al principio del Seicento. Non è più libero Comune, Torino è la città dove il Principe organizza le forze dello Stato per quella politica che è ancora piemontese, ma che è già italiana: già nell’età di Carlo Emanuele I, e poi in quella di Vittorio Amedeo II, in tutta la penisola arrivano gli echi di quel che si pensa e si fa a Torino. Perciò la storia vera di Torino sta tra il secolo XV ed il XIX, tra Amedeo VIII e Vittorio Emanuele II. In questo quadro nulla è accessorio: anche quel che appare solo colore, solo pittoresco, solo curioso, corrisponde ad una esigenza politica e adempie la sua funzione.
Questo è il segreto della storia di Torino.
Francesco Cognasso

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