Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria

Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria

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Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria

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Dettagli prodotto :

  • EDITORE: Mondolibri
  • AUTORE: Gianni Oliva
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2004

Pagine 206 - con 8 pagine di fotografie in bianco e nero fuori testo.
Copertina rigida con sovraccoperta.
Libro in buone condizioni.

Subito dopo la fine della guerra, tra il maggio e il giugno 1945, migliaia di italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia vengono uccisi dall’esercito jugoslavo del maresciallo Tito: molti di loro sono gettati nelle «foibe», che si trasformano in grandi fosse comuni, molti altri deportati nei campi della Slovenia e della Croazia, dove muoiono di stenti e di malattie. Le stragi si inquadrano in una strategia politica mirata, diretta a colpire non gli italiani in quanto tali, ma tutti coloro che si oppongono all’annessione delle terre contese alla «nuova» Jugoslavia: cadono collaborazionisti e militi della repubblica di Salò, ma anche membri dei comitati di liberazione nazionale, partigiani combattenti, comunisti contrari alle cessioni territoriali e, ancora, cittadini comuni, travolti dal clima torbido di quelle settimane. Per oltre mezzo secolo, su questi eccidi - e sul successivo esodo forzato di oltre duecentomila compatrioti giuliani, dalmati e istriani - è gravato un pesante silenzio.
Quali furono le ragioni di queste «stragi negate»? Innanzitutto, le attenzioni dell’Occidente per Tito dopo la sua rottura con Stalin nel 1948, poi la preoccupazione del nostro governo per i risultati della conferenza di pace, la volontà di proteggere i presunti criminali di guerra italiani (di cui la Jugoslavia chiede l’estradizione), le contraddizioni della politica estera togliattiana, stretta fra interessi nazionali e dimensione internazionalista. Se nella Venezia Giulia le ferite sono rimaste aperte alimentando una «memoria divisa» - che spesso ha strumentalmente contrapposto vittime delle «foibe» e vittime di quel vero e proprio lager in cui fu trasformata la Risiera di San Sabba -, nel resto del Paese non si è mai pensato di affrontare il problema con la ferma volontà di fare chiarezza. Attingendo a una puntuale documentazione d’archivio e bibliografica, Gianni Oliva ricostruisce le tragiche vicende di quei giorni in tutte le loro articolazioni politiche, militari e diplomatiche, dai progetti di Tito alle divisioni della Resistenza italiana del Nord-Est, dai fatti di Porzus alla «corsa per Trieste». Foibe è un volume intenso, inquietante come i fatti raccontati, che restituisce alle «stragi negate» la loro verità, proponendole come patrimonio collettivo della storia nazionale.

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