Il soldato dimenticato - di Guy Sayer- Sperling e Kupfer
Il soldato dimenticato - di Guy Sayer- Sperling e Kupfer
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Dettagli prodotto :
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EDITORE: Sperling & Kupfer Editori
- AUTORE: Guy Sayer
- ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1972
Pagine 441 - copertina morbida con sovraccoperta.
Libro in buone condizioni (lieve scollatura nella seconda pagina).
II Soldato Dimenticato è un agghiacciante atto d’accusa contro la guerra attraverso la testimonianza di un soldato.
Guy Sajer non ha ancora compiuto i diciassette anni quando, nel luglio 1942, indossa l’uniforme della Wehrmacht. Egli è francese per parte di padre, tedesco per parte di madre: all’epoca abita con i suoi in Alsazia. A causa della sua giovane età non viene aggregato a nessuna unità combattente, ma assegnato alla scorta dei convogli. Siamo in novembre. l’inverno s’abbatte con tutta la sua forza sulla pianura russa. Il freddo, la neve e i partigiani rendono estremamente difficile la marcia dei convogli: l’unità di Sajer, infatti, non raggiungerà mai Stalingrado che doveva rifornire: la VI Armata s’arrenderà prima. Ma Sajer sa ormai che la guerra non è un gioco piacevole e che sopravvivere nell’inverno russo può dirsi già combattere. Eppure dopo questo primo inverno, egli non ha ancora veramente combattuto. La guerra vera, quella dei soldati in prima linea, Sajer la scopre quando entra nella Divisione scelta Gross Deutschland con la quale, a partire dall’estate del 1943, si trova impegnato nelle più grandi battaglie sul fronte ucraino, dove la Wehrmacht ripiega sotto l’offensiva russa. E con i camerati della Gross Deutschland conosce l’inferno: da Kursk a Kharkov, di giorno come di notte, nel fango, la neve, il gelo, quando il termometro segna -40°, sotto il terrificante martellamento dell’artiglieria russa, di fronte alle ondate d’assalto di un avversario assetato di vendetta e potentemente armato, sempre in prima linea, combattendo uno contro venti. La battaglia di Bielgorod, il passaggio del Dnieper (la Beresina della Seconda Guerra Mondiale) costituiscono, vissuti a livello di soldato semplice, due dei più alti momenti di questo romanzo. Più tardi, quando il fronte tedesco si disgrega, quando l’immenso esercito ripiega, ai combattimenti regolari si aggiunge la lotta contro i partigiani: più selvaggia e impietosa. Più tardi ancora, c’è la ritirata dei sopravvissuti della Divisione che ripiegano attraverso la Romania e i Carpazi fino in Polonia. Nell’inverno 1944-1945, Sajer e i suoi Kameraden partecipano ai disperati combattimenti che i tedeschi lanciano nella Prussia Orientale per tentare di fermare l’avanzata russa. Quindi a Memel, dove l’orrore giunge al parossismo, poi Danzica, in mezzo all’esodo delle popolazioni tedesche dell’Est. Alla fine, malato, spossato, Sajer è fatto prigioniero dagli inglesi ad Hannover... Se questa storia della guerra in Russia non è paragonabile ad alcuna altra storia, se sorpassa in verità, in crudezza e in dolore quant’altro è stato finora scritto sulla guerra, non è soltanto perché l’autore ha realmente vissuto ciò che egli descrive, né perché sotto la sua penna le parole freddo, fame, febbre, sangue e paura poggiano sulla terribile forza di una completa realtà. È anche perché Sajer è in grado di farci vedere e sentire con straordinaria forza e vividezza tutto ciò che gli è realmente accaduto. Il lettore non ha dubbi sulla verità, si accorge che tutto è sempre vero: il coraggio, la paura, la miseria e il tormento di un giovane che diventa una piccolissima parte di una grande tragedia mondiale e che, miracolosamente, sopravvive per tornare a casa a raccontare la sua storia.
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