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L’Italia dell’asse (1936 - 10 giugno 1940) - Rizzoli

L’Italia dell’asse (1936 - 10 giugno 1940) - Rizzoli

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Dettagli prodotto :

  • EDITORE: Rizzoli
  • AUTORE: Indro Montanelli - Mario Cervi
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1980
  • COLLANA: Storia d’Italia

1^ edizione novembre 1980.
Pag. 474 - Copertina rigida.
Libro in buone condizioni, completo di cofanetto.

L’Italia dell’Asse è il racconto di una alleanza fatale, che fu per il fascismo l’avvio verso la catastrofe. Con la conclusione vittoriosa della campagna d’Etiopia Mussolini aveva raggiunto il massimo della popolarità, e toccato il vertice dei suoi successi politico-militari. Nella guerra di Spagna si avvertirono, nonostante il successo finale, le prime ombre, i primi segni di inceppamento nei congegni politici e militari del fascismo. Negli stessi anni durante i quali si combatté in Spagna, Hitler tolse a Mussolini il ruolo di protagonista degli avvenimenti internazionali. Il Duce fu a rimorchio del Führer.
Mussolini e Ciano, il suo delfino, si sforzarono di dimostrare che I’Italia determinava gli eventi, mentre era costretta a subirli. Ad ogni nuova iniziativa tedesca, i governanti italiani si trovavano davanti a un dilemma: o criticarla e rifiutarla, perdendo l’amicizia di Hitler senza guadagnarsi autenticamente quella delle democrazie occidentali, o fingere di approvarla, accentuando e rafforzando il legame con il Terzo Reich. Questa vicenda fu drammatica e tormentosa nello svolgimento, tragica all’epilogo.
La narrazione si ferma, in questo libro, al 10 giugno 1940. Ma le premesse dei successivi sviluppi ci sono già tutte, a chi sappia coglierne il messaggio: la cupida velleitarietà di un intervento deciso per non rinunciare alla spartizione del bottino che le armate di Hitler stavano conquistando, la impreparazione militare, il rapporto di odio-amore verso la Germania. Lo spartiacque del quadriennio fu il Patto di Monaco: ultima speranza di pace, prologo alla guerra. Emergono volta a volta, nella trama, personaggi italiani e stranieri, Papa Pacelli, Schuschnigg, Chamberlain, Muti, Daladier, Benes Togliatti, Stalin, Molotov, Alessandro Pavolini, Ribbentrop, i fratelli Rosselli e così via. Sottofondo costante è il rapporto ambiguo tra Vittorio Emanuele III e Mussolini. La diarchia reggeva, tra brevi screzi, seguiti da immancabili atti di sottomissione, o di rassegna zione, del Re: che cedette ogni leva di comando - non solo nella gestione politica, ma anche nelle Forze Armate - fidando nello stellone del Duce. Ma lo stellone si stava appannando.

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