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La resa dei conti. Aprile-maggio 1945: foibe, piazzale Loreto e giustizia partigiana

La resa dei conti. Aprile-maggio 1945: foibe, piazzale Loreto e giustizia partigiana

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Dettagli prodotto :
  • ISBN: 9788804456964
  • EDITORE: Mondadori
  • AUTORE: Gianni Oliva
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1999
  • COLLANA: Le Scie

1^ edizione.
Pagine 215 - con 8 pagine di fotografie in bianco e nero fuori testo.
Copertina rigida con sovraccoperta (con due lievi segni d’uso al bordo superiore uno al piatto ed uno al retro).
Libro in più che buone condizioni.

I «cadaveri illustri» di piazzale Loreto, la giustizia sommaria del momento insurrezionale, le foibe giuliane e le deportazioni nei campi di concentramento jugoslavi: a quale prezzo gli italiani escono dalla guerra? quali ragioni, rancori o progetti determinano l’incedere tumultuoso degli avvenimenti?
I giorni della liberazione sono anche i giorni della resa dei conti, l’epilogo drammatico di una stagione drammatica: come tali essi sono ancora dentro il fascismo, dentro la logica della guerra civile, dentro le tensioni internazionali per la definizione del confine orientale.
Per mezzo secolo, i fatti dell’aprile-maggio 1945 sono stati prigionieri della polemica politica: l’antifascismo li ha rimossi, nel timore che la violenza dell’epilogo potesse macchiare le motivazioni ideali della lotta di liberazione; la destra, all’opposto, li ha trasformati nella bandiera dei vinti e usati in funzione antiresistenziale.
Con un’opera coraggiosa e spregiudicata, basata anche su una ricca documentazione inedita degli archivi di stato britannici, Gianni Oliva affronta ora questo breve periodo della nostra storia, individuandone tre aspetti. In primo luogo, l’esibizione della morte, di cui piazzale Loreto è il simbolo, ma che si ripropone analoga in altre piazze del Nord: l’esplosione di rabbia popolare che accompagna l’esecuzione dei fascisti più noti, è la resa dei conti degli italiani con il proprio passato, con il regime che li ha portati al disastro e, insieme, con la complicità dei tanti che lo hanno sostenuto. In secondo luogo, la giustizia insurrezionale: nei giorni della liberazione e in quelli immediatamente successivi, vengono messe a morte decine di migliaia di persone, accusate di crimini di guerra e giudicate con le procedure approssimative dei momenti d’emergenza. In terzo luogo, le foibe della regione Giulia, con l’eliminazione immediata da parte delle truppe titoiste di quanti si oppongono all’annessione alla Jugoslavia e al nuovo regime comunista: migliaia di giuliani vengono scaraventati nelle profondità carsiche oppure trasferiti nei campi di concentramento in Slovenia e Croazia.
Lontano dai compiacimenti agiografici e dalle demonizzazioni strumentali, La resa dei conti riaccende il dibattito storiografico su un periodo sofferto in cui gli uomini si muovono guardando al futuro, ma non ancora liberi dal peso del passato. Un periodo che non deve più costituire terreno di memorie contese: nel bene e nel male, quei giorni sono un passaggio fondamentale della nostra storia di italiani.

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