La rivolta degli ebrei. Dalla diaspora alla patria: la storia di Theodor Herzl e del ritorno degli ebrei in Palestina
La rivolta degli ebrei. Dalla diaspora alla patria: la storia di Theodor Herzl e del ritorno degli ebrei in Palestina
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Dettagli prodotto :
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EDITORE: Rizzoli
- AUTORE: Amos Elon
- ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1979
- COLLANA: Storica Rizzoli
1^ edizione gennaio 1979.
Pagine 521 - copertina rigida con sovraccoperta (con lievi segni d’uso e piccolo strappo di circa 3 millimetri al dorso al bordo inferiore).
Libro in buone condizioni.
La seconda metà dell’Ottocento fu l’epoca dei fondatori di imperi, di ideologie e di nazioni; ancora oggi ne portiamo l’eredità. Il risorgimento degli ebrei, la loro rivolta contro discriminazioni e persecuzioni, risale a quegli anni, ispirata non poco dal risorgimento italiano e dall’atmosfera fertile nel bene e nel male della mitteleuropa: Freud e Mahler vissero la Vienna di quegli anni. E nella Vienna di quegli anni iniziò anche il risorgimento degli ebrei, affidato a un uomo di teatro che avrebbe trattato la politica come un palcoscenico, radunando gli ebrei dalla diaspora e dando loro una fede e una speranza precise: un proprio stato nella storica patria, in Palestina. La nascita del sionismo trovò paradossalmente più ostacoli nelle classi colte dell’ebraismo internazionale, nei finanzieri e nei rabbini, che non negli ambienti antisemiti europei.
Il nazionalismo di Herzl conquistò soprattutto i giovani ebrei dell’Est europeo, schiacciati dall’oppressione zarista e dal fanatismo religioso ortodosso, come Ben Gurion, che ne seguì gli insegnamenti fino alla contestata fondazione del moderno Stato d’Israele.
Herzl si era dapprima rivolto all’intelligenza francese di un Max Nordau e alle finanze dei Rothschild, ma questi ultimi si rifiutarono al grandioso progetto: occorreva scorporare la Palestina dall’impero ottomano. Herzl tentò di convincere il sultano Abdul-Hamid, che aveva massacrato gli armeni, a cedere la Palestina agli ebrei, e sembrò trovare un potente padrino nel Kaiser che vedeva gli ebrei come un possibile strumento dell’espansione tedesca, ma alla fine l’antisemitismo prevalse e la Germania si ritirò. Intanto gli ebrei si organizzavano, facevano congressi, eleggevano delegati e formavano strutture che sarebbero servite al nuovo stato, e soprattutto i giovani emigravano in Palestina, dando vita a pittoresche colonie, talvolta povere, talvolta finanziate da potenti banchieri. Ancora la maggioranza degli ebrei non credeva al massacro che si andava delineando e che l’affare Dreyfus in Francia aveva preannunciato, e i primi sionisti furono guardati come utopisti e sognatori. Ma le fondamenta erano state gettate e l’idea di uno Stato palestinese progrediva: ci sarebbero volute due guerre mondiali perché fosse realizzato.
Questo libro di Elon è la storia dei primi programmi, dei tentativi, delle manovre diplomatiche, dei congressi che radunarono gli ebrei e, soprattutto, della figura di Herzl che ha dominato per tanti anni la scena del risorgimento ebraico, e che oggi è sepolto a Gerusalemme dove viene considerato il padre fondatore del moderno Stato ebraico.
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