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Quel giorno al Cremlino

Quel giorno al Cremlino

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Dettagli prodotto :
  • EDITORE: Edizioni Internazionali
  • AUTORE: Piero Savoretti

Libro nuovo ancora sigillato.
Copertina rigida.

Il nome di Piero Savoretti, imprenditore torinese, è legato all’operazione Togliattigrad ovvero lo sbarco della Fiat nell’Urss del 1966.
Nel trentesimo anniversario dell’ accordo, firmato il giorno di Ferragosto del 1966, Gianni Agnelli disse che «senza Savoretti quell146; accordo sarebbe stato impossibile».
Savoretti, nato a Torino nel 1921, dopo la seconda guerra mondiale era riuscito a costruirsi in Unione Sovietica una rete di rapporti personali. Imprenditore capace di intercettare con largo anticipo le evoluzioni dell’ economia, Savoretti era sbarcato a Mosca nel 1952 e aveva fondato la Novasider.
Il suo obiettivo, era quello di aprire le porte dell’Urss ai grandi gruppi italiani come Fiat, Pirelli, Olivetti.
Il 28 agosto del 1964 morì il Segretario generale del Partito Comunista Italiano, partito fratello di quello sovietico, Palmiro Togliatti, e dopo una settimana la città Stavropol’-na-Volga prese un nuovo nome: Togliatti.
In quegli anni in URSS c’erano poche automobili. Il leader di quel grande e immenso paese, Nikita Sergeevic Krusciov, non era dell’avviso di dotare il suo popolo di vetture private, preferiva invece incentivare il trasporto pubblico. Tuttavia nel Partito c’era chi intravedeva la necessità di installare in Russia una grande fabbrica per la motorizzazione del paese.
I dirigenti si misero perciò a cercare un’azienda affidabile in Occidente che potesse diventare il partner di questa impresa che s’annunciava necessaria e di grande impegno tecnologico.
Dopo aver escluso varie nazioni e fabbriche produttrici, la scelta cadde su una impresa italiana. L’idea di far partecipare la FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) a questa iniziativa nacque grazie anche a un uomo, che aveva aperto un ufficio commerciale di export-import a Mosca; il suo nome era Piero Savoretti.
Nel giugno del 1965 Vittorio Valletta, grande capo della FIAT si recò a Mosca per incontrare i dirigenti sovietici interessati al progetto. E il mese seguente, fu firmato un accordo per la realizzazione di uno stabilimento e per la produzione di un modello di vettura. La fabbrica di automobili fu battezzata AutoVAZ (Fabbrica Automobilistica del Volga) e fu deciso di costruirla a Togliatti in collaborazione con la maggiore azienda italiana del settore.

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