Stregoni e malfattori di campagna - Roberto Gremmo
Stregoni e malfattori di campagna - Roberto Gremmo
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Dettagli prodotto :
- EDITORE: Botalla Editore - Gaglianico (bi)
- AUTORE: Roberto Gremmo
- ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2006
1^ edizione.
Pagine 168 - copertina morbida con sovraccoperta.
Libro NUOVO.
Stregoni e malfattori di campagna. I guaritori contadini di Cavaglià, Dorzano, Sala, Sandigliano, l’avvelenatrice di Candelo, le infanticide di Graglia e Piedicavallo, la meretrice vagabonda di Crosa, il prete libertino di Torrazzo e tanti altri poco di buono nel Biellese rurale e marginale di metà Ottocento.
Il Biellese contadino e rurale di metà Ottocento è ancora permeato d’una mentalità tradizionale e si affida con fiducia ai guaritori di campagna, i ’mediconi’ un po’ stregoni che a Sandigliano, Cavaglia e Dorzano curano con pratiche terapeutiche dove la magia la fa da padrona ed a Sala manipolano abilmente le erbe.
Tutto il mondo paesano si anima di vicende oscure, inquietanti o di difficile decifrazione.
A Viverone e Lessona ignoti abbattono di notte le grandi croci agli angoli delle strade. Armi alla mano, i borghesi della Guardia Nazionale di Cavaglià si scontrano coi contadini poveri di Alice. A Netro e Ponderano la popolazione insorge contro i sindaci conservatori o venuti da fuori. A Cossato e Ponderano ci sono i primi brogli elettorali mentre a Zubiena, Mongrando, Lessona e Ronco si manifesta una rancorosa ostilità nei confronti dei preti del paese.
A Salussola, Cavaglia e Zubiena la diffidenza popolare per la medicina moderna porta a guardare con sospetto alle manipolazioni dei farmacisti e alle cure del dottori.
A Candelo una giovane tenta di uccidere il marito col veleno per occultare una tresca amorosa e nascondere la soppressione del proprio bimbo appena nato. A Biella finisce in galera una contadina etilista di Crosa, bollata per oziosa vagabonda meretrice clandestina.
A Campiglia, Piedicavallo, Sordevolo e Valdengo povere bambine subiscono violenze sessuali ed a Vergnasco e Donato delle ragazze cercano di sfuggire alle tutele famigliari.
A Torrazzo il paese si divide e punta il dito contro il proprio parroco accusato (forse ingiustamente) di dar scandalo predicando e praticando il libero amore.
Dalle polverose carte giudiziarie (finora inedite) dell’ Archivio di Stato di Biella emerge una micro-storia intrigante, sconosciuta e certamente istruttiva.
Rivela la tenace resistenza culturale del mondo contadino alla modernizzazione livellatrice e massificante.
Una battaglia irrimediabilmente perduta.
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