I briganti biellesi. Rapinatori, oziosi, disertori, ladri di strada ed altri malfattori di metà Ottocento

I briganti biellesi. Rapinatori, oziosi, disertori, ladri di strada ed altri malfattori di metà Ottocento

€15,50 EUR
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Autore: Roberto Gremmo

Dettagli prodotto :
  • ISBN: 9791280561275
  • EDITORE: Botalla Editore - Gaglianico (bi)
  • AUTORE: Roberto Gremmo
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2023

Pagine 176 - copertina flessibile con risvolti.
Libro in condizioni come nuovo.

Negl’anni delle follie militariste che distrussero il Piemonte fra il 1848 ed il 1864 e fecero nascere il centralismo italiano, mentre Cavour ed i suoi accoliti promuovevano le peggiori avventure guerrafondaie, il Regno sabaudo non fu un’isola felice di pace e tranquillità ma si trovò infestato da agguerrite bande di briganti.
Nelle vallate biellesi s’avventurarono disertori, vagabondi e poco di buono che trovarono spesso rifugio ed aiuto da contadini e montanari; banditi di strada rapinarono i viaggiatori fra Occhieppo e Sordevolo, sulla Serra, fra Benna e Candelo, a Cerrione, Roppolo, Viverone, Chiavazza, Cossato, Roasio mentre molti emigrati d’origine biellese si trasformarono in delinquenti pronti a colpire in diversi paesi piemontesi.
A Biella città imperversò impunita la banda dei fratelli Catti e del giovane Gremmo detto Fastidi.
A Mosso, ignoti malfattori tentarono addirittura un’estorsione contro gli industriali Sella mentre bande di spregiudicati falsari fabbricarono soldi contraffatti fra Brusnengo e Valle San Nicolao.
Un’umanità deviante di ricettatori, ’grassatori’ pronti a tutto e donne di malaffare visse ai margini del Piemonte perbene.
Sulla scorta di un’inedita documentazione d’archivio, questo studio controcorrente prova la falsità della retorica patriottarda e risorgimentalista che ha sempre colpevolmente occultato la realtà scomoda di una società piemontese ottocentesca scossa da profondi ed insanabili contrasti umani e sociali.
Viene anche rivisitata la sconcertante vicenda del soldato Carlo Antonio Gastaldi di Graglia spedito in Puglia a combattere il brigantaggio legittimista che disertò e si unì alla banda del famoso Sergente Romano ma dopo la morte del suo capo si trasformò in implacabile accusatore delle iniquità de’ briganti, tradendo quei patrioti della libertà del Mezzogiorno.

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